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Terna c. Italia, N. 21052/18, Corte EDU (Prima Sezione), 14 gennaio 2021

Abstract

Negazione ad una donna appartenente alla comunità Rom del diritto di visita alla nipote minorenne affidata ai servizi sociali, nonostante l’autorizzazione concessa dal tribunale. Violazione del diritto al rispetto della vita privata e famigliare.

Riferimenti normativi

Art. 8 CEDU
Art. 14 CEDU

Massima

1. L’articolo 8 ha essenzialmente ad oggetto la tutela dell’individuo dalle ingerenze arbitrarie dei poteri pubblici, ma non si limita ad ordinare allo Stato di astenersi da tali ingerenze: a questo obbligo negativo possono aggiungersi degli obblighi positivi attinenti a un effettivo rispetto della vita privata o familiare. Questi ultimi possono implicare l’adozione di misure finalizzate al rispetto della vita familiare, anche nelle relazioni reciproche fra individui, tra cui la predisposizione di strumenti giuridici adeguati e sufficienti per garantire i diritti legittimi degli interessati e il rispetto delle decisioni giudiziarie, o l’attuazione di misure specifiche appropriate

2. Viola l’art. 8 CEDU lo Stato che, pur disponendo di strumenti giuridici sufficienti, non tuteli e sospenda il diritto di visita della minore rom con la nonna, lasciando che si consolidi, per un certo tempo, una situazione di fatto contrastante con i provvedimenti giudiziari emessi e non considerando i possibili effetti a lungo termine provocati sulla minore dalla separazione con la persona da sempre incaricata di occuparsene.

3. Laddove l’affidamento del minore ai servizi sociali sia motivato dall’interesse superiore dello stesso di essere allontanato da un ambiente in cui era fortemente penalizzato sotto vari punti di vista, nonché dall'incapacità delle persone che se ne prendevano cura di esercitare un ruolo genitoriale, non può ritenersi che l’allontanamento sia determinato da ragioni legate all’origine etnica né pertanto che sussista una discriminazione razziale.