La sentenza in commento dichiara la violazione dell’art. 8 CEDU (diritto al rispetto della vita privata) da parte della Repubblica Ceca, la cui legislazione condizionava il riconoscimento legale del cambio di genere all’obbligo di sottoporsi a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale comportante (con alta probabilità) la sterilizzazione.
Riferimenti normativi
Art. 8 CEDU
Massima
1. Il riconoscimento giuridico dell’identità di genere di persone transgender non può essere subordinato all’esecuzione di un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale che comporti, con alta probabilità, la sterilizzazione della persona, qualora quest’ultima non desideri sottoporvisi. Tale subordinazione viola il diritto al rispetto della vita privata garantito dall'art. 8 CEDU.
2. La condizione imposta dalla legislazione ceca, che vincolava il cambio del codice numerico personale – attraverso il quale viene identificato il genere legale – all’esecuzione di un intervento chirurgico invasivo e irreversibile comportante la disabilitazione della funzione riproduttiva, costituisce un’ingiustificata violazione del diritto dell'individuo di veder riconosciuta la propria identità di genere autodeterminata.
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